ARCHIVI E MOSTRE

Si terrà venerdì 7 novembre presso la Biblioteca della Biennale di Venezia (Padiglione Centrale, Giardini) la terza edizione del Convegno Internazionale "Archivi e Mostre" dal titolo "L’archivio, il digitale e la formazione al tempo del digitale", organizzato dalla Biennale di Venezia nell’ambito della 14. Mostra Internazionale di Architettura, con la collaborazione della Soprintendenza Archivistica per il Veneto.

"Da tempo non esiste più una mostra senza archivi", ha più volte ricordato il Presidente della Biennale Paolo Baratta. Nelle mostre cresce il ricorso a una documentazione d’archivio, e crescono anche diversi interessi e diverse domande intorno all’evoluzione dell’arte e dell’architettura, per cui il dialogo tra archivi e mostre è diventato indispensabile. "Per questo la Biennale ha deciso di dedicare particolare attenzione al tema – spiega Baratta - non solo, ha deciso di farlo diventare un tema permanente della sua ricerca e della sua attività." Vi è una necessità legata proprio al modo in cui una Biennale organizza le proprie mostre, e ai temi e alle domande che emergono quando un curatore organizza una mostra di arte contemporanea. Perché una Biennale abbia bisogno degli archivi non è un fatto soltanto tecnico, è un fatto che pone dei quesiti intorno all’evoluzione della stessa arte contemporanea.

Al bisogno di archivio nelle proprie mostre si aggiunge inevitabilmente il tema della digitalizzazione dell’archivio storico della Biennale e dell’archiviazione delle mostre stesse. Si fa urgente il problema generale della metodologia di utilizzo della digitalizzazione negli archivi a seconda della natura degli archivi stessi. Da qui il tema del convegno di quest’anno: L’archivio, il digitale e la formazione al tempo del digitale.

Tra i temi da indagare c’è quello della dissipazione della memoria e della vulnerabilità dei dati digitali: i dischi rigidi durano solo cinque anni, una pagina web cambia in continuazione, e non c’è più alcuna macchina che legge un vecchio floppy disk di 15 anni fa, interi archivi e biblioteche vengono triturati e perduti per i tagli delle spese, tanto si pensa che tutto può essere trovato on-line. Ma è proprio vero?

Durante l’incontro sarà proiettato il documentario diretto dalla giornalista olandese Bregtje van der Haak,Digital Amnesia, che esplora l’impatto della limitata durata di conservazione della tecnologia digitale sulle modalità di memorizzare le informazioni, e indaga l’esperienza delle persone e le organizzazioni che cercano di preservare i dati. Dal clamoroso caso della centenaria biblioteca del Royal Tropical Institute di Amsterdam, andata perduta per i tagli di bilancio, all’avventura dei 400mila libri salvati da Ismail Serageldin, direttore della Biblioteca di Alessandria, che sta riversando la leggendaria biblioteca dell’antichità classica in un nuovo hub della conoscenza per il mondo digitale. Per la prima volta nella storia abbiamo i mezzi tecnologici per salvare il nostro passato anche se tutto sembra andare in fumo. Ci sarà un’amnesia collettiva?